Come funziona lo scambio sul posto per l'impianto fotovoltaico

Scambio sul posto fotovoltaico

L’impianto fotovoltaico consente di risparmiare sui costi della bolletta dell’energia, ma ciò avviene in diversi modi e non tutti sono chiari a chi si avvicina a questo mondo per la prima volta.

In particolare, il meccanismo dello scambio sul posto può rivelarsi ostico da comprendere in un primo momento, ma offre un sicuro vantaggio anche rispetto alla batteria di accumulo, anche se uno non esclude l’altro. Vediamo allora quali sono le principali differenze tra l’autoconsumo, il sistema di accumulo e lo scambio sul posto.

Sommario

Fotovoltaico e risparmio in bolletta

Le differenze tra autoconsumo, sistema d'accumulo e scambio sul posto

Fotovoltaico con accumulo Settimo Torinese

Quando si decide di acquistare un impianto fotovoltaico, lo si fa per tre motivi principali: il risparmio in bolletta, l’aumento del valore dell’immobile ed il rispetto ambientale.

Se i vantaggi sono noti ai più, non tutti sanno però come avviene il risparmio sulla bolletta dell’energia elettrica, in quanto può avvenire in diversi modi, in base alla caratteristiche dell’impianto fotovoltaico ed alla tipologia del contratto sottoscritto con il GSE. Il risparmio sulla bolletta dell’elettricità può avvenire con le seguenti modalità:

  • Autoconsumo istantaneo: l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici viene riversata nell’impianto e subito utilizzata per alimentare apparecchi come gli elettrodomestici, la colonnina per la ricarica auto e qualsiasi altro dispositivo energivoro.
  • Autoconsumo differito dal sistema di accumulo (se presente): se l’impianto fotovoltaico è dotato di batteria, l’energia prodotta in dai moduli fotovoltaici e non interamente consumata in maniera istantanea viene immagazzinata nel sistema di accumulo e rilasciata per alimentare l’impianto elettrico, ad esempio, nelle ore notturne o in caso di maltempo.
  • Consumo differito con lo scambio sul posto: lo scambio sul posto è un meccanismo disponibile previa contrattualizzazione con il GSE, come alternativa al ritiro dedicato, ed è come avere una batteria virtuale sempre disponibile. In pratica, l’energia prodotta e non consumata in maniera istantanea, per alimentare l’impianto o caricare la batteria d’accumulo, viene immessa nella rete elettrica e può essere prelevata in un secondo momento, con costi della materia prima pari a circa 1/3 di quelli normalmente pagati al proprio fornitore.
Risparmiare con il fotovoltaico

Scambio sul posto: si paga la tariffa Luce normale, ma si ha poi il rimborso dal GSE

Chi vende impianti fotovoltaici, spesso dice che con lo scambio sul posto è possibile pagare meno l’energia, ma ciò può dare vita ad un fraintendimento molto comune: con lo scambio sul posto non si ha diritto ad uno sconto sul costo dell’energia da parte del proprio fornitore (come Enel, Edison, Eni o gli altri) che continuerà a fatturare in base alla tariffa sottoscritta, ma sarà poi il GSE (il Gestore Servizi Elettrici) a rimborsare una parte dei costi sostenuti per la materia prima. Il rimborso da parte del GSE, una società interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, avviene sulla base delle letture comunicate da E-Distribuzione o dalle altre aziende di distribuzione dell’energia.

Conto scambio

Come viene calcolato il rimborso per lo scambio sul posto

La formula per il calcolo del contributo per lo scambio sul posto è, almeno ad un primo impatto, abbastanza complessa. La formula è la seguente: Cs = min ( Oe ; Cei ) + CUsf x Es

Ecco il significato delle varie sigle:

  • Cs = contributo in conto scambio
  • Oe = onere dell’energia prelevata dalla rete
  • Cei = controvalore dell’energia immessa in rete
  • CUsf = corrispettivo unitario di scambio forfetario
  • Es = quantità di energia scambiata

Il rimborso per lo scambio sul posto riguarda quindi solo l’energia immessa dal cliente e poi prelevata per i consumi, che viene pagata dal GSE in base al valore del momento della materia prima.

Quando e come viene pagato il rimborso per lo scambio sul posto

Il rimborso per lo scambio sul posto, ovvero il contributo in conto scambio, viene erogato su base semestrale (in acconto) e su base annuale (in conguaglio).

In pratica, l’acconto del primo semestre viene pubblicato dal GSE entro il 15 maggio di ciascun anno, per le convenzioni attive al 31 marzo dell’anno di competenza, mentre l’erogazione del contributo avviene entro il 15° giorno lavorativo giugno.

Il contributo del secondo semestre viene invece pubblicato entro il 15 ottobre, per le convenzioni attive al 30 settembre dell’anno di competenza, mentre l’erogazione avviene entro il 15° giorno lavorativo di novembre.

Lo stesso GSE precisa che, per motivi di cambiamenti delle norme o per esigenze tecniche, i tempi di pubblicazione possono variare.

Che fine fa l'energia immessa in rete e non prelevata: le eccedenze

Può capitare che l’impianto produca un quantitativo di energia superiore ai consumi, sia istantanei che differiti. Questi casi sono coperti dallo scambio sul posto, in quanto l’energia non viene ri-prelevata in toto dalla rete, ma la produzione non va persa.

Si parla di eccedenze ed è prevista la liquidazione: entro il 31 gennaio di ogni anno, l’utente può scegliere se farsi liquidare le eccedenze o se accumularle in una sorta di “salvadanaio” virtuale, da cui attingere per i consumi o per una futura liquidazione in denaro.

Il credito delle eccedenze è importante per chi pensa di aumentare i propri consumi nel breve o medio termine, ma se l’impianto fotovoltaico continua a produrre un notevole surplus di energia, allora è bene pensare alla liquidazione delle eccedenze.

A differenza del contributo in scambio, però, è importante evidenziare che la liquidazione delle eccedenze è soggetta a tassazione, quindi la certificazione delle eccedenze (scaricabile dal sito del GSE) va allegata alla dichiarazione dei redditi.

 

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